Uscita Didattica Friuli Venezia Giulia

Appunti di viaggio

Dal 6 al 10 maggio le classi terze della Scuola secondaria di I grado hanno partecipato al campo scuola in Friuli Venezia Giulia, nei luoghi della Grande Guerra e non solo.

I ragazzi hanno visitato le città di Padova e Trieste, l’imponente sacrario di Redipuglia e l’antistante Parco della Rimembranza, nei cui “gironi” hanno riflettuto sul tema della guerra, letto poesie e lettere di soldati al fronte, augurandosi, persuasi da alcuni versi di Brecht, che il pensiero sia e resti il miglior difetto di ognuno per non cedere alla retorica della guerra.

Sono saliti sul Monte Sei Busi per visitare le trincee e i resti della Dolina dei 500, a Monfalcone hanno camminato nel fango della trincea di Quota 85, a Caporetto, in Slovenia, scoperto l’assurdità e le atrocità della guerra di alta montagna, a Postumia, nelle grotte, ammirato estasiati ciò che il lavoro sapiente e costante dell’acqua è in grado di creare e a Trieste, nella Risiera di San Sabba, preso atto di quello che “la banalità del male” in poco tempo può distruggere.

Dai giardini e dalle stanze del castello di Miramare hanno guardato il mare, ciascuno con i propri occhi.

Istanti preziosi, momenti indimenticabili o da dimenticare di questo lungo campo scuola sono immortalati nelle foto, nelle “storie” postate dai ragazzi e nei loro appunti di viaggio, ovviamente, rigorosamente censurati.

Appunti fugaci, parole leggere, confuse, disordinate, a volte sgrammaticate ma mai banali, profonde  e sorprendenti come la poesia dei loro tredici anni, come i valori in cui credono.

 

Valore

Considero valore il sempre caldo abbraccio di un genitore

la pace in mezzo alla tempesta

il dolce respiro del tempo

la calma di chi osserva interessato.

Considero valore la giusta distanza

tra l’obbligo di un “devo” e la discreta possibilità di un “posso”.

Considero valore riuscire a camminare

anche con delle scarpe sciupate.

Considero valore chi si è fatto strada nel buio

 chi il buio lo ha illuminato.

Considero valore il coraggio di chi ha paura

di chi non si è arreso

di chi è caduto ma ha già voglia di ri-alzarsi.

Considero valore chi ha per motto “volere è potere”

chi è capace di non giudicare

chi sopporta

chi è esausto ma va avanti.

Considero valore il sorriso

 il sorriso, puro autentico, di un neonato.

Considero valore chi riesce nell’impossibile

chi non rimane impassibile davanti a un insulto

chi raccoglie i dati di un problema

e non trova la soluzione

ma una strada per la felicità.

Considero valore il rispetto del prossimo

e la prossima ripresa di questa società

non più fondata sul “più forte vince”

perché ha capito

che “solo insieme si vince”.

Considero valore chi si arrende

non per paura di perdere

ma per sfuggire alla condanna di un rimpianto.

Considero valore la compagnia in mezzo al nulla metropolitano

la solitudine e la sfacciataggine del mare

il suo andare oltre gli scogli

che io non riesco a superare.

Considero valore la libertà

la libertà necessaria ad abbracciare

l’infinito che ci limita.

Carola Micocci IIICPHOTO-2019-06-28-09-27-25